Storia di un trasloco

Come sapete i traslochi sono stressanti, i traslochi sono fatica. Sono segni sul viso, capelli bianchi, gastriti.
Il trasloco è ansia, nervosismo, urla, sudore, capelli sporchi, capelli a terra, junk food, polvere.
Il trasloco è una delle maggiori cause di stress per una persona. E’ scienza. Matematica. Insomma è una cosa certa.
Ma andiamo per gradi: come prima cosa, si è costretti a quantificare la massa di roba contenuta negli armadi.
Ti dicono “Quanta roba hai?”
Non lo so quanta roba ho. Ma come posso quantificarla? E’ come dire “quanto bene vuoi ai tuoi genitori?”.
Allora, cominciamo a fare questo trasloco. Infiliamo più roba possibile negli scatoloni recuperati giorni prima al supermarket, portiamo la roba nell’ascensore (io abito o meglio abitavo in un appartamento al quinto piano). Oddio, la polvere. La schiena, il fiatone. La portinaia. Le manovre, la macchina. L’ansia.
Quante cose si posso accumulare in tutti questi anni?
Comincio a portare gli scatoloni nella casa nuova. Nel monolocale. Un piccolo monolocale, ma tant’è la mia nuova casa.
E’ piccolo, soppalcato. Ha delle scale talmente ripide che ogni volta che le scendo provo la stessa sensazione che provavo quando in barca mi facevano saltare sul pontile perchè non c’era la passerella.
Quella stessa sensazione di morte che si avvicina, di ossa rotte, di sangue. Ogni giorno io rischio la vita qua dentro.
Ma proseguendo per le fasi del trasloco c’è quel momento che pensiamo “ma chi me l’ha fatto fare!!”
Sono ormai le 8 di sera, tutto è traslocato, tutto è nuovo, si ricomincia da una nuova prospettiva, da una nuova vita. Domani conosceremo persone e situazioni nuove.
Il trasloco è finalmente terminato.

A cura di Ciesse Services, specialista in traslochi monza.

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