I corsi di formazione: cosa sono?

3I corsi di formazione, chiamati anche corsi di formazione lavoro, sono dei corsi professionali, spesso gratuiti o comunque convenzionati, organizzati e sponsorizzati dalla regione o dalla provincia di appartenenza. Questi corsi vengono tenuti da docenti professionisti in un determinato settore, che possono durare qualche settimana o a volte anche qualche mese, e generalmente vengono istituiti nelle ore serali, in modo tale da consentire a chiunque di parteciparvi. Nella maggior parte dei casi, i corsi di formazione a distanza e non, non sono dedicati agli occupati: infatti si tratta di corsi di formazione professionale che vengono organizzati ed istituiti per i disoccupati e per coloro che sono alla ricerca di un primo impiego.

L’obiettivo dei corsi di formazione a distanza e non è quello di aiutare le persone a crescere dal punto di vista professionale, fornendo loro uno strumento importante, che è la specializzazione in un determinato settore. Come anticipato in precedenza, questi corsi sono gratuiti a meno che non ci si rivolga ad istituti privati. La gratuità del corso è motivata dal fatto che vengono organizzati principalmente per i disoccupati, per coloro che hanno perso il lavoro o che sono alla ricerca di un primo impiego e sono sponsorizzati dalla regione o dalla provincia di appartenenza, mettendo a disposizione dei fondi per la partecipazione al corso.

Tipologie di corsi di formazione

Per chi è alla ricerca di lavoro, vengono istituiti dei corsi di qualificazione professionale o di orientamento professionale; invece, chi già lavora e vuole ampliare le proprie conoscenze dal punto di vista professionale, può frequentare dei corsi di aggiornamento. Vi sono inoltre dei corsi di formazione dedicati a chi già lavora e vuole migliorare il suo approccio personale al lavoro: si tratta dei corsi di formazione per migliorare la propria autostima, che sono utili principalmente a tutte quelle persone che vogliono avere una maggiore autonomia e maggiori stimoli dal punto di vista non solo lavorativo, ma anche umano e personale.

Se vuoi iscriverti a dei corsi di formazione a distanza  visita il sito di Unitalia (unitalia.eu).

I lavori del fabbro: la tecnica della saldatura

Una delle tecniche di lavorazione del ferro utilizzata dal fabbro è la saldatura (insieme alla forgiatura, trattamento termico e finitura). Essa rappresenta l’unione di due parti metalliche ottenuta fondendo insieme i lembi ravvicinati dei pezzi da congiungere. Si ottiene cosi la compenetrazione dei due metalli e la loro saldatura.

Per eseguire la saldatura a fuoco, detta anche bollitura meccanica, si applica per prima cosa sulle parti da unire un disossidante, quale il borace o la sabbia silicea; si riscaldano quindi i pezzi nella fucina sino allo stato plastico, si sovrappongono e si congiungono tramite percussione col martello o col maglio. I bordi da unire vanno preparati in modo che la linea di giunzione sia più lunga possibile.

E’ possibile distinguere tra saldatura autogena ed eterogenea. Nel primo caso, si parla di saldatura autogena quando il materiale che viene unito è un componente delle parti stesse. Nel caso in cui invece, interessa un materiale estraneo a esse, si parla di saldatura eterogenea o brasatura. Attraverso la saldatura viene garantita quindi anche la continuità delle caratteristiche del materiale delle parti così unite.

 

Cosa succede al pezzo che si salda

Quando si salda, innanzitutto, i pezzi si scaldano e, per effetto del calore, si verificano delle dilatazioni. Durante la saldatura per effetto del calore sia il pezzo che il cordone aumentano di volume. Successivamente la saldatura, la zona che prima era calda, raffreddandosi si ritira creando delle tensioni. Nel momento in cui si raffredda, se la forza delle tensioni provocate dalla saldatura è superiore alla resistenza del cordone o della zona adiacente, il giunto si spacca.

Un utile accorgimento per contenere i ritiri è l’adozione della tecnica detta “Passo del pellegrino”. Questo procedimento, particolarmente adatto quando si saldano ghise o acciai legati, consente di distribuire in modo uniforme le sollecitazioni provocate dai ritiri che altrimenti potrebbero tirare fino a rompere la zona fragile al lato della saldatura.

Articolo realizzato a cura di Azienda Multiservice – fabbro milano

Come scegliere buone porte e finestre in pvc

Quando si prevede di acquistare nuovi serramenti in pvc, ci sono alcuni punti importanti da considerare attentamente prima di prendere una decisione.
La selezione del giusto serramento in PVC svolge un ruolo importante. Dobbiamo considerare la progettazione del serramento ma, soprattutto, dobbiamo capire come è fabbricato e di quali caratteristiche esso è dotato. Cerniere e serrature di buona qualità, rinforzi ben progettati e le viti giuste nei punti giusti oltre alla misura precisa della finestra sono i fattori che giocano un ruolo alquanto importante.

Caratteristiche di buoni serramenti in pvc

• I serramenti di buona qualità soddisfano uno standard internazionale e vengono sottoposti a rigorose ispezioni  oltre a passare attraverso varie prove per garantire una qualità accettabile in tutto il mondo.
• Il serramento prodotto in Europa non deve contenere piombo (che è tossico) come è proibito dall’UE, mentre i profili prodotti in India non sono soggetti alle norme UE. Quindi, in India, i serramenti pvc sono spesso contaminati da sostanze pericolose come il piombo.
• Il processo di produzione completo dei profili in pvc è controllato da un processo di controllo consolidato. Pertanto, la percentuale di formulazione in tutto il profilo avrà  lo stesso standard e dovrà essere il più uniforme possibile.

Sistema di finestra e porta
• Tutta la struttura del sistema in PVC come il rinforzo, l’hardware e gli accessori sono molto importanti per prolungare la durata della finestra e della porta in PVC perché aumentano la resistenza e durata.
• Il sistema è progettato per funzionare nel suo complesso e le finestre devono essere ben equipaggiate con i rinforzi e gli accessori, in particolare il sistema di bloccaggio.
Garanzia e certificato
Il produttore leader di  PVC sarà in grado di fornire la garanzia sul serramento pvc per almeno 10 anni.

 soluzioni di design per scale da interni

Se il nostro intento è riuscire ad arredare con stile la nostra casa su due o più piani, è giusto individuare le scale da interni di design più belle che si adattano all’abitazione. Ecco quindi 3 soluzioni di design per scale da interni.

1. Scale sospese in legno
Per chi desidera donare alla propria casa originalità senza rinunciare all’eleganza, una delle possibili soluzioni di design consiste nella scelta di scale di legno da interni. Il legno, infatti, si adatta bene ai diversi stili di arredamento e in base al tipo di materiale e ai colori scelti, riesce a trasmettere modernità unendo uno stile classico ad uno più all’avanguardia. Un esempio è rappresentato dalle scale da interni sospese in legno, dette anche scale a sbalzo. Si tratta, infatti, di una soluzione molto elegante che consente di fissare i gradini direttamente alla parete alleggerendo la struttura e rendendo anche più arioso l’ambiente. Un altro tipo di scala è la scala alla marinara in legno, la cui struttura è fissata direttamente al muro, ma presenta una maggiore pendenza e un tipo di gradino diverso, detto a pedata alternata.

2. Scale a chiocciola

Le scale a chiocciola da interni sono tra quelle più diffuse da chi ha la fortuna di possedere una casa a due piani, anche in questo caso però basta un tocco di design e l’idea originale è pronta. Per esempio potreste puntare sul materiale per rendere particolare la vostra casa, una scala a chiocciola in ferro, oppure con i gradini in vetro e il corrimano in acciaio in modo da renderne elegante e sobria la struttura.

3. Scale in acciaio
Le scale in acciaio da interni rappresentano una scelta un po’ stravagante e particolare. Bisogna stare attenti allo stile che si è scelto per il proprio arredamento, una scala di questo genere potrebbe essere perfetta per esempio in una casa dal design moderno e minimale o comunque in ambienti con colori chiari e freddi.

Come avviene la posa del parquet

Il parquet rappresenta un elemento di interior design sempre più richiesto dalle persone. Tutto ciò perché ha una durata garantita nel tempo, una grande resistenza all’usura, ed è a tutti gli affetti, un eccellente isolante termico e acustico. Ma come avviene in dettaglio la posa parquet? Diamo quindi un’occhiata alle 3 diverse tecniche per la posa in opera del parquet.

Posa flottante
Con questa tecnica il parquet padova viene appoggiato a terra, sopra un apposito feltro (politene espanso, sughero ecc.). Perfetta per la posa di grandi tavole a tre strati, garantisce anche prestazioni di isolante acustico e di barriera antiumidità. Può essere impiegata su ogni tipo di fondo e solitamente vengono utilizzati dei listoni prefinti, di grosse dimensioni incastrati con la combinazione maschio-femmina o con altri sistemi di incastro. Gli elementi vengono fissati tramite un sottile strato di colla vinilica in corrispondenza degli incastri o con altri meccanismi. Si tratta di una tecnica veloce ed economica che consente inoltre, un rapido utilizzo della pavimentazione che potrà essere calpestata fin da subito.

Posa inchiodata
Si tratta di tecnica più complessa che non può essere utilizzata su pavimenti preesistenti ma necessita di una struttura di legno creata su un sottofondo di cemento. E’ impiegata per i parquet a listoni o listelli massicci (almeno 22 cm) con lavorazione a “maschio” e “femmina”.

Posa incollata
E’ la tecnica più utilizzata per la posa in opera delle pavimentazioni in legno utilizzata su massetto nuovo o su pavimenti preesistenti. Si tratta di una tecnica veloce che prevede l’impiego di listelli tradizionali che vengono incollati su un pavimento preesistente o su una soletta di cemento a mezzo di specifici collanti o di listoni predefiniti ad incastro. Per l’incollatura viene stesa la colla con un’apposita spatola evitando gli eccessi. Un giunto presente lungo il perimetro della stanza, permette le naturali dilatazioni del pavimento di legno dovute alla variazione delle condizioni igrometriche.

Alcuni modi per realizzare un segnalibro

I vecchi e cari segnalibri, antichi strumenti di un passato librario in cui la carta stampata la faceva da padrona, sono ancora “fra noi”, più utili e resistenti che mai. Forse a molti di voi, con l’avvento dei tablet super tecnologici uniti ai nuovi formati e-book, sarà balenata l’idea di metterli tra i ricordi di epoche lontane.

I segnalibri invece, con le moderne tecniche di stampa hanno ottenuto una seconda vita.

In questo articolo volevo proporvi alcune tipologie di segnalibri da stampare e ritagliare.

Infatti, per allietare e personalizzare la vostra lettura, o per rendere lo studio dei vostri bambini più divertente, gioioso e interessante, basta davvero poco grazie a dei simpaticissimi segnalibri colorati.

Vediamo come:

“Per realizzarlo procuratevi un cartoncino, che sarà la base su cui creerete il segnalibro, e scegliete una decorazione o una semplice immagine da incollare.

In seguito tagliate il foglio decidendo che dimensione dare al segnalibro. È vivamente consigliato di non farlo più lungo di 15 cm perché potrebbe uscire fuori dal libro.

Sul cartoncino che abbiamo tagliato, incollate (con la colla vinilica) l’immagine che avete scelto, soprattutto se vogliamo utilizzarlo come idea regalo.

Di seguito ricoprite il segnalibro con una protezione che potete realizzare con del nastro adesivo tagliato a strisce larghe e incollato in maniera uniforme sul segnalibro.

Potete aggiungere anche un nastrino facendo un piccolo foro sulla parte superiore, tagliate un piccolo pezzo di nastro (circa 15 cm) e piegatelo a metà. Passate l’estremità piegata nel foro e inserite le codine nell’anello che si è formato con il nastro poi fissate bene.

Se invece dobbiamo realizzare dei segnalibri “fai da te” per bambini, possiamo usare dei disegni in bianco e nero che troveremo in rete, in modo che nostri bambini possano colorarli. Così creeremo dei segnalibri originali e semplicissimi da realizzare . Scegliere, stampare i segnalibri, colorarli e ritagliarli ed il gioco è fatto.

 

Articolo realizzato con la consulenza di Edprint, specialista di stampa imperia

Storia di un trasloco

Come sapete i traslochi sono stressanti, i traslochi sono fatica. Sono segni sul viso, capelli bianchi, gastriti.
Il trasloco è ansia, nervosismo, urla, sudore, capelli sporchi, capelli a terra, junk food, polvere.
Il trasloco è una delle maggiori cause di stress per una persona. E’ scienza. Matematica. Insomma è una cosa certa.
Ma andiamo per gradi: come prima cosa, si è costretti a quantificare la massa di roba contenuta negli armadi.
Ti dicono “Quanta roba hai?”
Non lo so quanta roba ho. Ma come posso quantificarla? E’ come dire “quanto bene vuoi ai tuoi genitori?”.
Allora, cominciamo a fare questo trasloco. Infiliamo più roba possibile negli scatoloni recuperati giorni prima al supermarket, portiamo la roba nell’ascensore (io abito o meglio abitavo in un appartamento al quinto piano). Oddio, la polvere. La schiena, il fiatone. La portinaia. Le manovre, la macchina. L’ansia.
Quante cose si posso accumulare in tutti questi anni?
Comincio a portare gli scatoloni nella casa nuova. Nel monolocale. Un piccolo monolocale, ma tant’è la mia nuova casa.
E’ piccolo, soppalcato. Ha delle scale talmente ripide che ogni volta che le scendo provo la stessa sensazione che provavo quando in barca mi facevano saltare sul pontile perchè non c’era la passerella.
Quella stessa sensazione di morte che si avvicina, di ossa rotte, di sangue. Ogni giorno io rischio la vita qua dentro.
Ma proseguendo per le fasi del trasloco c’è quel momento che pensiamo “ma chi me l’ha fatto fare!!”
Sono ormai le 8 di sera, tutto è traslocato, tutto è nuovo, si ricomincia da una nuova prospettiva, da una nuova vita. Domani conosceremo persone e situazioni nuove.
Il trasloco è finalmente terminato.

A cura di Ciesse Services, specialista in traslochi monza.

Perchè rivolgersi ad un’agenzia di investigazioni?

Moltissimi sono gli ambiti di lavoro delle agenzie investigazioni, andando dall’ambito industriale e aziendale a quello famigliare.

In ambito industriale o aziendale possono investigare con lo scopo di reperire e strutturare al meglio tutte le informazioni utili all’azienda, in caso di nuove assunzioni, relative ai candidati all’assunzione, oppure verificare la veridicità e l’effettiva istanza circa gli stati di malattia e/o l’utilizzo dei permessi di cui alla legge 104/1992, o verificare comportamenti che i propri dipendenti possano porre in essere in danno all’azienda, oppure contrastare eventuali azioni di spionaggio aziendale.

In ambito familiare, invece gli investigatori  vengono chiamati a raccogliere ed elaborare tutta la documentazione utile ai fini processuali circa l’addebito nelle diverse cause di separazione, ma anche per verificare casi in cui il proprio compagno o compagna siano dediti al gioco d’azzardo, o altre attività dubbie, oppure per verificare i comportamenti, giudicati strani dai genitori, dei propri figli al fine di verificare l’uso o meno di sostanze vietate dalla legge, come le droghe leggere o pesanti.

Per documentazione si intendono anche tutti i reportage fotografici e/o video che potranno esser raccolti anche a seguito di appostamenti o pedinamenti mirati, spiega Inside Agency, agenzia investigazioni milano.

Ultima, ma non meno importante sfera d’azione sono le indagini che essi svolgono al fine di reperire informazioni sulle proprietà del soggetto moroso nei confronti dell’azienda per la quale l’investigatore opera al fine di recuperare quanto alla stessa spettante.

Le agenzie di investigazioni devono avere obbligatoriamente la certificazione rilasciata dalla prefettura del luogo dove esse hanno la sede legale. L’investigatore dovrà inoltre sempre mantenere il riserbo circa le operazioni da esso svolte e non potrà, al termine delle stesse, divulgare nomi e/o numeri di telefono né qualsivoglia dato sensibile in ossequio alla normativa sulla privacy.

Come arredare il giardino per l’estate

Con l’avvicinarsi dell’estate, è giusto prestare maggiore attenzione al nostro giardino. Infatti quest’ultimo deve essere bello da vedere, ben curato, arredato anche se di piccole dimensioni. Non è difficile arredarlo, infatti basta davvero poco, magari rivolgendosi a Piran Sigfrido – mobili su misura padova. Una volta che avrete scelto lo stile che più vi piace, non dovrete fare altro che acquistare tutti gli elementi di arredo, creando il vostro personale angolo di relax. Quindi come arredare il nostro giardino? Ecco dei consigli utili.


Provvedete all’acquisto di un tavolo e delle sedie

Acquistate un tavolo e delle sedie che siano di materiali resistenti alle intemperie. Un esempio potrebbe essere il rattan sintetico, i cui elementi d’arredo potrete lasciarli benissimo all’esterno, anche nel periodo invernale.

 

Utilizzate una buona copertura
Cosa importante è disporre di una buona copertura (che sia gazzebo, vela, ombrellone) con una duplice funzione. Quando c’è troppo sole, è utile la copertura per evitare i raggi ultravioletti; nel caso invece della sera, serve ad evitare l’umidità. Un buon consiglio è quello di utilizzare delle versioni richiudibili, in questo modo gestirete al meglio tutti i vostri spazi.


Pensate ad un buon sistema di illuminazione

Nel caso in cui il nostro giardino sia costituito per la maggior parte di zone di erba, sarebbe utile utilizzare una pedana per riuscire a creare un’atmosfera da sogno.


Il barbecue non può mancare

Se il giardino è abbastanza grande da consentirlo e gli spazi sono stati progettati bene, potreste pensare di riporre un barbecue in giardino per le grigliate con gli amici. Inoltre, se non avete problemi di spazio, potreste pensare di creare addirittura una cucina esterna.


La fontana è un classico

E’ importante avere una fontana in giardino, soprattutto per irrigare. Ovviamente se avete la possibilità, potete realizzare anche una comoda doccia esterna, che servirà sicuramente durante la torrida estate.